La sesta puntata della seconda serie di Vivere l’architettura affronta l’argomento “La salvaguardia della qualità”, della qualità architettonica che è soprattutto la qualità del nostro ambiente e del nostro abitare, ma anche la salvaguardia  delle stesse architetture, sia antiche sia moderne. Ospiti in studio l’Arch. Andrea Giunti e la Prof. Claudia Conforti con la partecipazione dell’Arch. Silvio L. Riccobelli . La clip mostra La Rinascente di Piazza Fiume di Franco Albini e Franca Helg.

Sicuramente La Rinascente di Albini compie un magico equilibrio di allusiva aderenza alla tradizione romana senza scadere nella retorica banalità dello stile e del formalismo storicista, che tanto opprime la cultura architettonica italiana. Probabilmente Albini è uno di quei pochi architetti italiani che è riuscito a sfruttare in modo creativo la memoria. Peccato che l’edificio debba essere compreso da un processo mentale a posteriori, mentre l’impatto percettivo nell’immediato è di una brutale presenza materica (che, soprattuto nelle viste angolari, può ricordare anche la stereometria rinascimentale del Palazzo Farnese), di un complesso e muto meccanismo industriale piovuto dalla mente di un moderno demiurgo. Straordinaria è la facciata che nonostante la quasi assenza di finestre riesce ad essere vibrante e chiaroscurale con il solo uso delle piegature  (che tanto romane sono), dove è la luce che rende il colore del materiale attraverso la trama; un masso corrugato e scolpito di grande dinamismo plastico, il cui moto sembra essere frenato dai ricorsi della gabbia metallica, quasi ad evitare che il movimento possa mettere in dubbio la statica stessa dell’architettura.

Il cammeo, di Valentina Piscitelli, è dedicato alla Biblioteca Lateranense opera dello Studio King – Roselli.

Interessante è la riflessione proposta da Silvio Riccobelli sulla caratteristica regionale e locale dell’architettura italiana, e la risposta della Prof.ssa conforti a riguardo: la ricchezza della civiltà italiana è proprio questa, nel suo dispiegarsi in decine di sfumature territoriali, senza essere (spesso) provinciale o localistica. Tutto questo, ovviamente, in un mondo dove l’architettura globalizzata rende irriconoscibili le una dalle altre le città, anche di diversi continenti. Come afferma Giunti “guardiamo nel nostro archivio” di architettura italiana, e scopriremo una risposta diversa ai sensazionalismi da copertina, anche in quella architettura visionaria di Sacconi e Brasini che passa attraverso la figuratività tanto e troppo spesso disprezzata. Bisogna conoscere, spesso, per amare le architetture e l’Architettura di ogni epoca.

Sopra: vista diurna e notturna dell’intervento di King – Roselli

Inserito da: nov-ES | 28/11/2009

Questione di estetica

Secondo Esquire il Ryugyong Hotel di Pyongyang, North Korea, è uno degli edifici più brutti del mondo (foto sopra)… sicuramente questo rudere in costruzione sembra uscito da uno di quei paesaggi immaginati da molti registi o da un videogioco ambientato in un futuro spaventoso, fatto di presenze architettoniche che divengono città e di città che si trasformano in mostri che inghiottono il mondo… però di brutture meno eclatanti se ne vedono molte nelle nostre città, soprattutto anche quelle medio-piccole, dove l’opera ordinaria di un improvvisato architetto-geometra-imprenditore distrugge il paesaggio urbano, magari ereditato da secoli di cultura del bello integrato anche con il quotidiano… Per la verità in Italia, che continua a considerarsi la depositaria della cultura del bello, l’abbrutimento sta assumendo dimensioni impressionanti. Anche in città che sono scrigni di tesori d’arte, come Roma. Già arrivando nella capitale, la stazione Termini, benchè la recente quanto urgente opera di ristrutturazione la resa quantomeno minimamente gradevole e funzionante, ci offre un esempio considerevole di come le amministrazioni italiane si occupano della cultura del bello, che coincide, ed è questo l’aspetto fondamentale, con la qualità di vita. Sì, perchè questo non è un discorso di elitari e snob esteti ottocenteschi, ma è un discorso molto più profondamente “utilitario”. Vivere in luoghi mal disegnati, mal progettati, mal pensati e mal integrati rende peggiore la vita dell’essere umano.

Sopra: pavimento all’ingresso della Metro della Stazione Termini, una delle porte di Roma

fiera roma

In un momento in cui il panorama fieristico di settore ha spostato il proprio baricentro nel nord del Paese, un appuntamento dedicato a coloro che hanno come raggio d’attività le regioni centro meridionali, consente infatti, da un lato, di fruire di un evento raggiungibile e visitabile in giornata riducendo al minimo l’investimento da parte del visitatore, dall’altro, di costituire una piattaforma di aggiornamento professionale che si faccia propulsore di crescita economica per tutti gli attori della filiera delle costruzioni dell’area. expoedilizia

Vi consiglio questo video dal sito dello Studio Valle, un tour virtuale del polo romano.

La giapponese Kazuyo Sejima è il nuovo direttore del Settore Architettura che curerà la XII Mostra Internazionale d’Architettura che si terrà a Venezia, ai Giardini e all’Arsenale, dal 29 agosto al 21 novembre 2010. Lo ha deciso il Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta. Nata nella prefettura di Ibaraki, nel 1956, Kazuyo Sejima, protagonista dell’architettura contemporanea, è la prima donna chiamata a dirigere il Settore Architettura della Biennale. Nel 1981 si laurea in architettura alla Japan Women’s University e inizia a lavorare nello studio di Toyo Ito. Nel 1987 apre un proprio studio a Tokyo. Nel 1995 – insieme a Ryue Nishizawa – fonda SANAA, lo studio di Tokyo che ha firmato alcune fra le più innovative opere di architettura realizzate di recente in tutto il mondo, dal New Museum of Contemporary Art di New York al Serpentine Pavilion di Londra, dal Christian Dior Building di Omotesando (Tokyo) al 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa, premiato nel 2004 col Leone d’Oro per l’opera più significativa della IX Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Ha inoltre curato nel 2000 il Padiglione giapponese, intitolato City of Girls. Kazuyo Sejima ha insegnato alla Princeton University e al Politecnico di Losanna, e attualmente è docente alla Keio University. Una tensione costante verso la ricerca caratterizza il suo lavoro, erede della millenaria tradizione che ha ispirato le geometrie minimaliste dell’architettura giapponese contemporanea. Toyo Ito la descrive come “un architetto che usa la massima semplicità per collegare il materiale e l’astratto”. (Fonte: http://www.ilvelino.it/)

Inserito da: nov-ES | 09/11/2009

Arch-news: “Al chiaro di luna”

Sopra: la residenza unifamiliare situata in Australia, in una riserva naturale nel Vittoria, progettata dall’architetto italiano Giovanni D’Ambrosio

Strizzando l’occhio al concetto di architettura organica, il progetto è frutto di una riflessione sulle relazioni che intercorrono tra i materiali, le condizioni atmosferiche, le usanze del posto e l’uomo. In questo senso, la forma della costruzione, oltre a rifarsi agli archetipi locali, è stata così pensata per riparare la casa da neve e pioggia, così come per il tetto si è scelto di utilizzare il metallo isolato in virtù della sua alta adattabilità alle circostanze climatiche. La volontà di creare un’architettura in armonia con i dintorni si manifesta inoltre nella scelta di colori naturali e si è tradotto, in fase di costruzione, nella massima cura a prevenire eventuali danni alla vegetazione esistente. Il tutto a vantaggio del benessere di chi ci abita. (Fonte: AT CASA)

La quinta puntata della seconda serie di Vivere l’architettura affronta l’argomento I monumenti moderni: l’architettura e la musica. Ospiti in studio gli architetti Andrea Giunti e Marianna Addeo con la partecipazione di Silvio L. Riccobelli. La clip mostra l’ Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano.
Il cammeo è dedicato alla Sede dell’Ordine dei Medici opera di Piero Sartogo.

Inserito da: nov-ES | 31/10/2009

“La frugalità elegante”

Il 28 settembre il grande architetto, scrittore, scultore, urbanista e artista italiano Paolo Soleri ha tenuto a battesimo all’Auditorium Parco della Musica di Roma la prima edizione della Festa dell’Architettura, che partirà in primavera, con una lectio magistralis dal titolo “La frugalità elegante”. Il maestro italiano, trasferitosi nel 1956 in Arizona, dove fonda prima la Cosanti Foundation e nel 1970 Arcosanti, un prototipo di città per 5.000 persone, basata sui concetti dell’Arcologia (Architettura e Ecologia), trae la forza del suo pensiero proprio dalla frugalità, applicata alle risorse e all’energia per vivere sfruttando il meno possibile l’ambiente. Una scelta programmatica: Soleri steso vive ad Arcosanti, la sua città mito-comunità-laboratorio ecolocico. Ecco le sue parole:

“Il Golia del materialismo non può essere affrontato con successo con timidezza e semplici riforme. Deve essere denunciato con forza, e la propria alternativa non può essere una mera riforma dell’esistente ma una riformulazione delle motivazioni alla base della vita”.

“L’alternativa che vorrei offrire è la ‘Lean alternative’, l’alternativa della frugalità elegante… Non si tratta di operare riforme, ma di riformulare le nostre fedi, le nostre priorità e il nostro approccio all’ambiente naturale. Il riformismo, lo insegna lo storia, è una impossibilità mascherata”.

“Noi occidentali siamo rimasti intrappolati nella gabbia del materialismo, una nostra invenzione. L’impero tecnocratico avrà vita breve perché al suo miope ed immenso potere fa eco la sua impronta teocratica”. Di qui l’invito alla riscoperta della frugalità per sconfiggere “l’opportunismo dell’homo faber” e a riformulare le motivazioni alla base della vita, ora che non è più “ostaggio della legge della sopravvivenza del più forte”.

(Fonte: il Velino.it)

Sopra: la costellazione di Orione vista da Arcosanti

La priorità della moderna architettura è quindi quella di coniugare la qualità del vivere con i materiali e la tecnologia della nostra era, tentando di raggiungere quella sostenibilità assoluta che non è altro che la chimerica “emissione zero”. A differenza di altri, Soleri trova l’antitodo in un connubio tra “frugalità elegante” e “saggezza”. Un ingegnamento apparentemente eversivo e atemporale, che dovrebbe far riflettere i fantomatici profeti dell’architettura sostenibile concepita solamente e unicamente come un’intrusione sempre più eccessiva della tecnica e dell’industria.

La quarta puntata della seconda serie di Vivere l’architettura affronta l’argomento “I monumenti moderni: la memoria della storia”.

Ospiti in studio gli architetti Andrea Giunti e Luca Zevi con la partecipazione di Silvio L.Riccobelli.

La clip mostra il Mausoleo delle Fosse Ardeatine di N.Aprile, C.Calcaprina, A.Cardelli, M.Fiorentino e G.Perugini.
Il cammeo è dedicato alla Chiesa di Tor Tre Teste opera di Richard Meier.

Inserito da: nov-ES | 30/10/2009

Arch-news: “CON[TEMPORANEA]“

Si chiude sabato 31 ottobre 2009 nella Galleria CON[FINE] di Apricena (Fg) – ore 18.00, la mostra CON[TEMPORANEA].

L’evento riflessione sui temi dell’identità nei linguaggi dell’architettura contemporanea, organizzato in collaborazione con l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, che ha preso il via dalla Giornata del Contemporaneo ed è rimasta aperta al pubblico tutto il mese di ottobre.

Sei percorsi progettuali di giovani architetti di Capitanata, per raccontare la ricerca di un dialogo col territorio di appartenenza, attraverso la realizzazione di alcuni interventi all’insegna della continuità tra tradizione ed innovazione. Presentati da Giovanni Di Capua, Enzo Ceglie, Cibelli + Guadagno, Sergio Delli Carri, Generoso Di Mauro, Raimondo Guidacci e Alessio Scarale tracciano le linee interpretative dei rispettivi punti di vista, tradotti in personali stili architettonici. (Fonte: Antonio V. Gelormini, CAPITANATA.IT)

Inserito da: nov-ES | 29/10/2009

Arch-news: “Hadid a Padova”

Dal 27 ottobre fino al 1 marzo 2010 è Zaha Hadid l’ospite d’onore, con una mostra personale, della Biennale Internazionale di Architettura “Barbara Cappochin”, presso il Salone del Palazzo della Ragione di Padova.

L’esposizione, che si propone come una vera e propria grande installazione, farà conoscere i numerosi e innovativi progetti del grande architetto, irachena di nascita ma naturalizzata a Londra alla fine degli anni ‘70, considerata tra gli interpreti più significativi nella scena mondiale dell’ architettura contemporanea.

Il Salone di Palazzo della Ragione riveste una notevole importanza da un punto di vista artistico e architettonico: è infatti decorato con uno stupendo ed elaborato ciclo di affreschi… Lo spazio espositivo diventa, per Zaha Hadid, un’importante occasione per realizzare un progetto di design “a forte impatto”… considerando il Salone come un campo di forze sul quale le coordinate esistenti dello spazio (le aperture delle porte) agiscono come forze in movimento. (Fonte: Tania Danieli, Venezia.net)

Articoli precedenti »

Categorie